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29 marzo

thinking about you

COLDPLAY
The Scientist


Come up to meet you, tell you I'm sorry
You don't know how lovely you are

I had to find you
Tell you I need you
Tell you I set you apart

Tell me your secrets
And ask me your questions
Oh let's go back to the start

Running in circles
Coming in tales
Heads are a science apart

Nobody said it was easy
It's such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be this hard

Oh take me back to the start

I was just guessing
At numbers and figures
Pulling your puzzles apart

Questions of science
Science and progress
Do not speak as loud as my heart

Tell me you love me
Come back and haunt me
Oh and I rush to the start

Running in circles
Chasing tails
And coming back as we are

Nobody said it was easy
Oh it's such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be so hard

I'm going back to the start

 

non riesco a controllare i miei momenti no..non so se sia stato tu ad attaccarmi il malumore, o la seratina di ieri che non è andata come speravo..so solo che mi sento tanto giù, e penso a tutto..cazzo penso, dovrei parlarne..in realtà di niente perchè va tutto bene, ma mi vengono tante paranoie...è proprio vero che sono come tutte le altre donne..fallimento totale..

please, take me back to the start


21 marzo

Echo - Incubus

There’s something about the look in your eyes
Something I noticed when the light was just right
It reminded me twice that I was alive
And it reminded me that you’re so worth the fight

My biggest fear will be the rescue of me
Strange how it turns out that way, yeah
Could you show me dear?
Something I’m not seeing
Something infinitely interesting
Could you show me dear?
Something I’m not seeing
Something infinitely interesting

There’s something about the way you move
I see your mouth in slow motion when you sing
Like suddenly something someone contrives
Your movements echo that I have seen the real thing

Your biggest fear will be the rescue of you
Strange how it turns out that way, yeah
Could you show me dear?
Something I’m not seeing
Something infinitely interesting
Could you show me dear?
Something I’m not seeing
Something infinitely interesting

19 marzo

In treno

"Odore di '77, odore di punk, odore di spranghe sotto i cappotti. Molte cose erano cominciate da lì, da Frigidaire, anche se Alex non riusciva ad afferrare tutte le implicazioni. Intanto, con Aidi, saluti, sorrisi, bigliettini nascosti tra i quaderni e lettere quotidiane. Erano giorni di fogli di macchina da scrivere decorati con il sole o un prato, o il fiore a cinque petali con cui Aidi firmava i suoi messaggi. Tutte cose disegnate a matite colorate. A lei arrivavano fogli di computer scritti fitti, parole un pò allegre e un pò tristi in New York 10 punti; e il vecchio Alex l'immaginava seduta al tavolo di una camera che non aveva mai visto, mentre leggeva: <<Se vuoi un amico, addomesticami>>. <<Cosa bisogna fare?>> aveva chiesto il piccolo principe. <<Bisogna essere molto pazienti>>, aveva risposto la volpe. <<All'inizio ti siederai un pò distante da me, così, tra l'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio, e tu non dirai niente. Le parole sono fonte di malintesi. Ma giorno dopo giorno, potrai venire a sederti un pò più vicino...>> Il giorno seguente il piccolo principe era tornato. <<Sarebbe stato meglio tornare alla stessa ora>>, disse la volpe. <<Se, per esempio, arrivi alle quattro del pomeriggio, io comincerò a essere felice sin dalle tre. Più passerà il tempo e più sarò felice. Quando ormai saranno le quattro, mi agiterò e mi preoccuperò: scoprirò il prezzo della felicità.>>
E lei e Alex, pur fra i mille tramortimenti esistenziali del caso, erano esattamente felici, anche se il vecchio si sentiva un pò angosciato quando pensava che la loro era solo una storia di diciassettenni a orologeria col fottuto timer già puntato sulla partenza di lei per l'America.
Intanto, però, si sentivano spessissimo, e quando si rivedevano erano più felici e più forti. Ogni volta che avevano voglia di vedersi si davano appuntamento in centro, giravano tra le luci dei bar, dei negozi, dei cinema, parlando del piccolo principe e di come liberarsi dai condizionamenti della vita di sempre.
 
(Una volta s'era presentato all'appuntamento prima di lei, e non appena l'aveva vista venirgli incontro, il casco in mano e la sciarpa colorata, non appena l'aveva riconosciuta da lontano, in mezzo alla gente, le era corso incontro cantando senza aprire bocca: si erano abbracciati ridendo, baciati sulle guance fredde.)
 
Vivevano il loro strano sogno e si raccontavano tutto e camminavano e parlavano e ridevano e camminavano e parlavano contro tutto il già visto proprio come in un lungo sogno, quei matti. E poi, e poi
e poi, un brutto giorno, le parole, fra loro, erano state fonte di malintesi. Anzi, fonte di un malinteso, uno solo, ma che era la cosa più triste che il vecchio Alex avesse mai provato in tutta la vita
un sabato sera freddo gelido, in piazza Maggiore, il vecchio Alex le aveva chiesto di mettersi con lui. Era la cosa più ovvia, a quel punto, no?
Solo che.
Solo che lei gli aveva stretto forte la mano, detto che ci avrebbe pensato su, ma aveva un'ombra triste negli occhi.
Lui era tornato a casa sentendosi soffocare, col presentimento che, per un tempo di cui non riusciva a mettere a fuoco i dettagli, con Aidi non si sarebbe sentito.
E tutta la domenica seguente, Alex forte, Alex incazzato, Alex che se ne frega, era rimasto pesto sul letto a leggersi Il gabbiano, mio Dio, Jonathan Livingstone che gli aveva prestato proprio Aidi.
Alex inutile e triste come la birra senz'alcool."
 
-Enrico Brizzi; Jack Frusciante è uscito dal gruppo-
 
 
 
ritorno alle superiori, quando leggevo e non capivo; perchè Aidi era una stronza alla fine, non lo amava veramente.
alle superiori, con tutti gli ideali del caso, quando pensi che la vita resterà sempre così e non essendoci via di fuga trovi sollievo leggendo un libro
ritorno al presente, quando leggo e capisco un pò di più, perchè la vita ti pone davanti un botto di ostacoli
che fare?andare avanti sempre col sorriso sulle labbra, consapevole che ognuno è artefice della propria vita e che ogni scelta, giusta o sbagliata che sia, la si fa convinti...vero?verissimo!!!!!
12 marzo

pranzo fuori

l'aria calda di venezia mi fa venir voglia di scrivere!!
dopo un venerdì sera very very devastating, un sabato very very calm with a pizza e poi's pizza...e una domenica a studiare (o far finta come si suol dire)...
questo pranzo con Rocco e la Ele è stato molto divertente, anche perchè avevo Pippo accanto che mi cantava "it's a big delusion it's a very big delusion", canzone col copyright by Guje-Ari-Pippo e non mi ricordo chi...vedremo se riusciranno ad aggiungere anche la mia frasucola "who tendence wears, violence has", bisogna ancora valutare...
veramente bello, tutti fuori, baciati dal sole e a parlare del più e del meno, come il discorso di Ilario su Gesù Cristo visto come una rock star...può sembrare 1 bestemmia ma può essere 1 interpretazione, alla fine è un rivoluzionario e porta un messaggio, come la rock star appunto(togliendo sesso droga e rock&roll ovviamente)..è stato insultato da tutti..
 
 
mi aspetta un pomeriggio a santa marta con la Yasuda che fa il KANJI QUIZU (quiz sui caratteri giapponotti) sperando di non cascare nella trappola Robin, cioè nel tormentone "Rock has no reason..."eccetera
 
bacio a tutti
08 marzo

happy shalala

bene, dopo miriadi di post incazzosi, malinconici, come aveva detto robin?melodrammatici ecco...
...la giuly torna allo stile scema (nessun commento per favore :D)
come va?il tempo è variabile, l'umore anche, però si prospetta un periodo di serenità e degenero infinito...
domani c'è la laurea di 2G, graaande, peccato che un altro nipponista ci abbandoni...quanti saremo a santa fosca?un centinaio di ubriachi (confido nel buon senso dei miei amici e mi farò controllare...o forse sarebbe meglio pagarli??:P)!!
le settimane successive saranno occupate da lauree, lauree e lauree,e la sottoscritta parteciperà alla gioia per il loro traguardo raggiunto, poi l'allegria per un misero spritz è relativa..
è 4 giorni che sono qui e mi è semi passata la voglia di tornare a casina, però la notte non dormo (che brutto sapere il motivo e non poterci far niente!!)..mi riabituerò...
un grosso bacio
04 marzo

insonnia..

la malinconia ha le onde come il mare ti fa andare e poi tornare
ti culla dolcemente
la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzio
e sentire tutto dentro
è sentirsi vicini e anche lontani è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite
è sentirsi in volo dentro gli aereoplani sulle navi illuminate
sui treni che vedi passare

ha la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai

sembra quasi la felicità, sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma e’ solo l’anima che sa
che anche il dolore servirà

e si ferma un attimo a consolare il pianto
del mondo ferito che non vuol morire mai

e perdersi tra le dune del deserto tra le onde in mare aperto
anche dentro questa città
e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale
cioè che tutto può cambiare
è stare in silenzio ad ascoltare e sentire che può essere dolce
un giorno anche morire

nella luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai

sembra quasi la felicità sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa
che anche il dolore passerà

e si ferma un attimo a consolare il pianto
di un amore ferito che non vuole morire mai

-Malinconia; Luca Carboni-